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Camicie su misura

Walter Bucoli è un Azienda è un marchio nati nel 1997, ci occupiamo di produzione e vendita al dettaglio di camicie , il nostro fiore all’occhiello è senza dubbio la realizzazione di camicie su misura, costruite nel pieno rispetto della tradizione sartoriale Italiana, le camicie Walter Bucoli racchiudono tutti i pregi della lavorazione sartoriale, la cui qualità è garantita dalla preparazione e dall’esperienza delle maestranze, dalla qualità dei tessuti impiegati, dal taglio esperto e preciso e da particolari che la rendono unica e inconfondibile, nel tempo abbiamo raggiunto un livello qualitativo di tutto rilievo,producendo esclusivamente capi di alta qualità per soddisfare ogni desiderio della clientela.
L’azienda Walter Bucoli prevede due linee di produzione, una prima linea per le camicie su misura e una seconda linea per le camicie in puro cotone con vendita esclusiva diretta nello storico punto vendita di via Dante Alighieri a Palermo al civico 99 , oltre 2.500 camicie in 100% puro cotone, con accessori di prima qualità: bottoni spessorati, interno collo e polsi in canapina 100% cotone, filato di cucitura nel finissimo titolo 150 Guttermann, ed un infinita varietà di modelli, quali ad esempio il modello slim fit ( vestibilità sagomata per fisici asciutti) il taglio regolare che parte dalla misura 37 alla 50, quindi grande assortimento garantito dalla propria collezione, qualità assoluta delle materie prime a prezzi vantaggiosissimi, staff altamente qualificato, per orientare la scelta del cliente verso soluzioni pronte o da realizzare su misura.In un’epoca dove, nell’abbigliamento le idee sono standardizzate, noi cerchiamo di favorire gli amanti della fantasia e dell’individualità.

TESSUTI ESCLUSIVAMENTE ITALIANI
Lavoriamo con una ampia selezione dei tessuti ottenuti dalla miglior elaborazione italiana

I FILATI

IL COTONE

Il cotone è una fibra vegetale ottenuta dalle capsule mature della pianta del cotone.  La pianta è composta da un arbusto alto circa 40 centimetri con foglie e fiori di colore rosso o giallo. Quando il fiore viene fecondato, lascia cadere i petali e in 25 giorni cresce una capsula circondata da una foglia che prende il nome di brattea. La capsula è sostenuta da un calice ed ha una forma a goccia tondeggiante nell’estremità inferiore.

All’interno della capsula ci sono da 5 ad 8 semi su cui si sviluppa la fibra. Quando la capsula è matura si apre in 4 parti mostrando il batuffolo di cotone. dopo la raccolta la prima operazione che viene effettuata e la sgranatura, che consente di estirpare le fibre dai semi. Successivamente il cotone viene cardato e pettinato in modo da eliminare  tutte le impurità. La lunghezza delle fibre di cotone ha un rilievo molto importante sotto il profilo commerciale,  perché più lungo è il filato e più elevato è il suo pregio. Le più vaste coltivazioni di cotone si trovano in America, India, Cina, Egitto, Pakistan, Sudan ed Europa Orientale.

IL LAVAGGIO DEI CAPI IN COTONE

I capi di cotone bianco per la casa o l’abbigliamento si lavano in lavatrice a 60°, mentre i tessuti colorati si lavano a temperature più basse. Solitamente si stirano quando sono ancora leggermente umidi sul diritto ma se si tratta di capi scuri è consigliabile stirarli dalla parte rovescia per evitare che le cuciture diventino lucide I capi scuri vanno stirati prima sul rovescio poi sul dritto, con un panno, per evitare che il calore del ferro lucidi il tessuto. I capi di biancheria e di abbigliamento bianchi si possono inamidare per dare  maggiore consistenza al tessuto ed evitare che si sgualciscano facilmente.

IL LINO

Il lino è una fibra ricavata dal fusto di una pianta la cui altezza varia da 80 a 120 cm, scarsamente ramificata e con piccoli fiori, di un colore variabile dal bianco all’azzurro intenso, che fioriscono solo per un giorno. La pianta del lino viene estirpata dal terreno in modo di avere la massima lunghezza della fibra. Dopo la macerazione avviene la separazione delle fibre tessili dai residui legnosi e quindi la pettinatura che elimina le impurità.
Le fibre di lino si mescolano a cotone, lana, seta, viscosa e poliestere e questi filati di mischia permettono di ottenere molti tipi di tessuto. La combinazione di due fibre consente di avere una “mano” diversa, cioè una consistenza ed un aspetto differenti da quelli ottenuti con filati semplici.

CARATTERISTICHE DEL LINO:

Composto per il 70% di cellulosa, non provoca allergie, assorbe l’umidità e lascia traspirare la pelle: pertanto è indicato per la confezione di capi estivi, lenzuola, tovaglie, asciugamani e fazzoletti. Molto resistente, soprattutto se bagnato, può essere lavato moltissime volte senza alterarsi, anzi diventa sempre più morbido, cosa importantissima per i capi di abbigliamento e di uso quotidiano che richiedono lavaggi frequenti. Ha una elasticità molto bassa, di conseguenza i tessuti in lino non si deformano.

IL LAVAGGIO DEI CAPI IN LINO:

I capi bianchi si lavano in lavatrice a 60° C, mentre quelli colorati a temperature inferiori. si stirano umidi con ferro abbastanza caldo, anche a vapore, prima sul rovescio, poi sul diritto. I capi colorati, soprattutto quelli scuri, vanno stirati solo sul rovescio, non occorre inamidare il tessuto perché una volta stirato il lino torna sostenuto.

LA SETA

La seta è l’unica e sola fibra animale, prodotta da insetti, considerata sin dall’antichità sinonimo di lusso e ottenuta dalla lavorazione dei bozzoli dei bachi da seta. Si tratta di un filamento di bava che il bacco secerne intorno a sé in più strati, fino a formare un bozzolo in cui portare a termine la propria trasformazione da bruco a farfalla.

CARATTERISTICHE DELLA SETA:

Termoisolante, ovvero calda d’inverno e fresca d’estate grazie alla sua capacità di far da barriera al calore, leggerissima grazie al suo sottile spessore, molto elastica e lucente è in assoluto la fibra naturale pù resistente. Con la dovuta cura e attenzione potrete mantenere i vostri capi in seta per anni e godere delle loro stupende qualità. E’ doveroso però osservare un paio di accorgimenti al fine di mantenere il tessuto in un ottimo stato di conservazione, essendo una fibra naturale, la seta non può essere trattata con la stessa semplicità con cui si trattano le fibre artificiali, quindi non cospargete sulla seta del profumo o deodoranti vari e non esponetela per molto tempo alla luce diretta del sole.

COME LAVARE LA SETA:

Utilizzate un detersivo per delicati o meglio specifico per la seta, mai assolutamente la candeggina, I tessuti dal tono scuro o stampati devono essere lavati a mano in acqua fredda e tenere a mollo per breve tempo durante questo lasso di tempo smuovere la seta delicatamente. (Mi raccomando non strizzare!) Quando la seta è completamente bagnata, continuare il lavaggio con cautela. La seta bagnata è molto più fragile. Dopo circa 5 minuti sciacquatela in acqua fredda e successivamente tirare quanto più acqua possibile avvolgendola con molta delicatezza in un asciugamano dopo di ciò stenderla su un piano e lasciarla asciugare. Da ricordare che la seta va sempre stirata inumidita e sempre al rovescio. La seta ha la proprietà di assorbire l’umidità della pelle rilasciandola lentamente per evaporazione. E’ per questa ragione che a seconda del periodo dell’anno può avere un effetto rinfrescante o caldo sulla pelle.

VISCOSA

La Viscosa Si ricava dalla cellulosa del legno, lavorata sia in forma di filo continuo che di fiocco (modal) e la ha sua struttura è per tanti aspetti molto simile al cotone. Al tatto la viscosa di qualità risulta particolarmente morbida, assorbente e antistatica, ed è oltretutto un tessuto molto delicato quasi quanto la seta La viscosa rientra tra le tecnofibre o fibre chimiche e nel dettaglio tra i tessuti artificiali (non sintetici) come l’acetato. Oggi, la viscosa si utilizza per la produzione di abbigliamento elegante , a pari passo con i tessuti naturali, come cotone e seta. Ritroviamo la viscosa anche nei tessuti per l’arredamento della casa, e colpisce la sua resistenza nel tempo, ma anche la sua elegante delicatezza di cui tener conto al momento del lavaggio.

LYCRA

La lycra è stata creata da un gruppo di scienziati con lo scopo iniziale di sostituire la gomma in corsetteria. Prima della sua comparsa i consumatori dovevano accontentarsi di abiti che perdevano facilmente la forma e che facevano borse e grinze. Ma quando Joe Shiver, ricercatore della DuPont, mise a punto una nuova fibra rivoluzionaria –chiamata in codice K – tutto cambiò, ed oggi è utilizzata in tutto il mondo per donare maggiore elasticità e vestibilità ai capi d’abbigliamento moderni, è una fibra elastomerica con proprietà uniche di allungamento e recupero della forma originaria Non si usa mai da sola, ma sempre in mischia con le altre fibre.
Le caratteristiche esclusive della fibra LYCRA le permettono di essere allungata fino a sette volte rispetto alle dimensioni iniziali, per poi ritornare perfettamente allo stato inziale una volta rilasciata la tensione, donando ai capi che la contengono perfettorecupero della forma, ottima vestibilità e libertà di movimento.
Oggi, le indagini di mercato rivelano che chi acquista un capo di abbigliamento non lo sceglie solamente in base a parametri puramente estetici, ma ritiene l’ottima vestibilità, il comfort, la leggerezza, la semplicità di manutenzione e la durata nel tempo benefit fondamentali da ricercare durante l’acquisto altre caratteristiche della lycra sono la leggerezza, la sua resistenza all’abrasione la morbidezza e la flessibilità e soprattutto non fa pallini o così chiamato effetto pilling.
Negli anni continui studi e ricerche hanno permesso di portare nuove soluzioni riguardo il settore tessile, oggi, la lycra viene utilizzata nella produzione di cosmetici, nel tessuto denim, nei tessuti per camicia, grazie ai quali ne aumenta la flessibilità e il mantenimento della forma iniziale.

TITOLAZIONE DEI FILATI

La distinzione dei filati in base alla loro grossezza sembrerebbe, la più logicamente attuabile, mediante la misurazione del loro diametro; ma ciò è possibile solo per filati metallici e non per filati deformabili e con sezione non perfettamente circolare. Per questi filati la distinzione per grossezza viene effettuata mediante un particolare procedimento che fa riferimento a degli elementi facilmente ed esattamente controllabili, quali la LUNGHEZZA E PESO, che prende il nome di titolazione, basato sul peso per unità di lunghezza o sulla lunghezza per unità di peso degli stessi.Necessariamente una delle due grandezze deve essere fissata in precedenza mentre l’altra è variabile. Se viene assunto come titolo il peso occorrente per formare una determinata lunghezza, è evidente che in questo caso il peso aumenta con l’aumentare del diametro del filo, quindi tanto maggiore è il titolo, tanto maggiore è il diametro del filo. Se invece prendiamo come titolo la lunghezza di filato occorrente per formare un determinato peso, è evidente che tale lunghezza aumenta al diminuire del diametro del filato e quindi tanto più il titolo è alto, tanto più il filato è sottile. Ne consegue che: il titolo di un filato è un numero, indice della sua grossezza, proporzionale alla sezione del filato stesso. Esistono due criteri fondamentali per la titolazione dei filati: diretta e indiretta:

FILI E FILATI

I fili e i filati possono essere:

  1. A capo unico quando la loro scomposizione dà solo fibre elementari.
  2. Ritorti semplici, quando sono formati da due o più capi della stessa qualità e
  3. finezza tenuti insieme dalla torsione.
  4. Binati, quando sono formati da due o più capi semplicemente accoppiati.
  5. Ritorti composti, quando sono formati da due o più capi semplici o ritorti di diversa finezza e qualità tenuti insieme dalla torsione.

I fili Possono essere MONOBAVA e PLURIBAVA. Nel primo caso sono composti da una sola fibra; nel secondo da più fibre. La morbidezza e flessibilità dei fili continui pluribava può essere notevolmente aumentata anche grazie alla finezza delle singole fibre. Ormai da un po’ di anni i produttori di fibre chimiche sono riusciti ad ottenere finezze che arrivano anche a 0,45 dtex (titolo del filo) per bava, con le cosiddette microfibre e in questi ultimi anni ampiamente superate dalle supermicrofibre.

I fili pluribava possono essere classificati in base alla torsione in:

  1. Fili a bave parallele quando manca la torsione.
  2. fili normali quando hanno un centinaio di giri di torsione per metro.
  3. gli organzini generalmente ritorti quando hanno circa 500 giri di torsione
  4. per metro.
  5. i crespi quando la loro torsione raggiunge e supera i 2000 giri di torsione
  6. per metro.

I filati vengono distinti in base a tre tipici impianti di filatura delle fibre discontinue:

  1. filatura cotoniera
  2. filatura laniera
  3. filatura di fibre liberiane

Filati di cotone e cotonieri
I filati prodotti con l’impianto di filatura cotoniera vengono classificati in base ai tre seguenti cicli:

  1. pettinato
  2. cardato
  3. rigenerato

Il ciclo di filatura del pettinato prevede l’impiego di materiale di buona qualità. Con l’operazione di pettinatura vengono eliminate le principali impurezze quali neps, guscette ed anche una percentuale variabile da 15% a 20% di fibre corte. Grazie a ciò, questi filati appaiono lisci e regolari; talvolta per renderli ancora più lisci essi vengono sottoposti ad un trattamento che brucia tutte le fibrille sporgenti: questo procedimento si chiama gasatura. Il ciclo di filatura cardato risulta meno accurato del pettinato. I filati ottenuti risultano meno regolari ed hanno una maggiore voluminosità, determinata dalla presenza di diverse fibrille sporgenti, qualche neps e guscetta. Il ciclo di filatura per rigenerati non prevede l’impiego di materiale vergine, ma di stracci e cascami. L’operazione fondamentale di sfilacciatura riduce gli stracci e il cascame a fibre molto corte, pertanto si ottiene un filato molto grossolano e di bassa qualità.